Il digiuno intermittente non ti dice cosa mangiare, ma stabilisce una finestra temporale in cui farlo.
L’obiettivo è dare al corpo il tempo di riposare, abbassare i livelli di insulina e attivare processi di riparazione cellulare.1. I protocolli più comuni
16/8 (Il più popolare): Si digiuna per 16 ore e si mangia nelle restanti 8. In pratica, si salta la colazione o la cena.
5:2: Si mangia normalmente per 5 giorni a settimana e si riducono drasticamente le calorie (circa 500-600) per 2 giorni non consecutivi.
Eat-Stop-Eat: Un digiuno totale di 24 ore una o due volte a settimana.
2. Cosa succede al corpo? (I benefici scientifici)
Il vero "magico" potere del digiuno non è solo il deficit calorico, ma la risposta metabolica:
Autofagia: È il processo di "pulizia interna" in cui le cellule rimuovono proteine vecchie e danneggiate. È fondamentale per la prevenzione di malattie neurodegenerative.
Sensibilità all'insulina: I livelli di zucchero nel sangue si abbassano drasticamente, facilitando l'accesso ai grassi stoccati come fonte di energia.
Ormone della crescita (GH): I livelli di questo ormone possono aumentare, favorendo la perdita di grasso e il mantenimento della massa muscolare.
3. Errori comuni da evitare
Molti iniziano il digiuno ma non ottengono risultati perché commettono questi sbagli:
Mangiare "cibo spazzatura" nella finestra libera: Il digiuno non è una licenza per mangiare cibo ultra-processato (pieno di quegli additivi e plastiche di cui abbiamo parlato!).
Dimenticare l'idratazione: Durante il digiuno si possono e si devono bere acqua, tè o caffè (rigorosamente senza zucchero o latte).
Passare da 0 a 100: Meglio iniziare con un 12/12 e aumentare gradualmente.
Come rompere il digiuno: La regola d'oro
L'errore più comune è mangiare carboidrati semplici o zuccheri (come brioche, succhi di frutta o cereali raffinati) appena finita la finestra di digiuno. Questo causa un'impennata di glucosio, seguita da un crollo che ti lascerà stanco e affamato dopo solo un'ora.
1. L'ordine degli alimenti fa la differenza
La scienza (e in particolare la biochimica alimentare) ci dice che l'ordine in cui mangiamo i nutrienti cambia l'impatto glicemico del pasto.
Prima le fibre: Inizia con della verdura cruda o cotta. Le fibre creano una sorta di "rete" nello stomaco che rallenta l'assorbimento degli zuccheri successivi.
Poi proteine e grassi: Uova, yogurt greco, avocado o frutta secca.
Infine i carboidrati: Se presenti, mangiali per ultimi.
2. Esempi di pasti ideali per "rompere il ghiaccio"
Ecco 3 opzioni bilanciate:
Opzione Salata (La migliore): Uova strapazzate con una manciata di spinaci o avocado. Le proteine dell'uovo e i grassi buoni dell'avocado garantiscono un rilascio di energia costante.
Opzione Yogurt: Yogurt greco (senza zuccheri aggiunti) con noci, semi di chia e una spolverata di cannella (che aiuta a regolare la glicemia).
Opzione "Piatto Unico": Una piccola porzione di pollo o tofu grigliato con verdure di stagione condite con olio extravergine d'oliva.
3. Cosa evitare assolutamente
Succhi di frutta e bibite gassate: Sono zuccheri liquidi che entrano nel sangue istantaneamente.
Pane bianco o fette biscottate classiche: Hanno un indice glicemico altissimo.
Caffè zuccherato a stomaco vuoto: Può causare un picco di cortisolo e nervosismo.
💡 Il trucco dell'Aceto di Sidro di Mele
Un consiglio molto apprezzato nei blog di salute è quello di bere un bicchiere d'acqua con un cucchiaio di aceto di sidro di mele circa 10-15 minuti prima del pasto che rompe il digiuno. L'acido acetico aiuta a ridurre la risposta glicemica del pasto fino al 30%.


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