Caramelle e gomme: la spiegazione scientifica del perché fanno male

Siete divoratori di caramelle e non lavorate mai senza un chewing gum in bocca? Beh sappiate che le vostre abitudini sono tra le più deleterie che esistano nel mondo dell’alimentazione.



A dirla tutta, però, le tanto nocive particelle contenute in questi due elementi si trovano anche nel dentifricio e nella maionese anche se nel primo caso raramente le ingeriamo e, nel secondo, si tratta di un alimento senz’altro meno frequente nell’alimentazione anche dei meno salutisti.

Il motivo di tanto allarmismo? La capacità dell’intestino di assorbire i nutrienti e agire come barriera agli agenti patogeni è “significativamente diminuita” dall’esposizione cronica a nanoparticelle di biossido di titanio, additivo presente in tantissimi alimenti, come caramelle e gomme da masticare.


 


 
Pochi sanno che, in effetti, questo composto chimico, spesso indicato in etichetta come E171, si trova un po’ ovunque ed è riconosciuto sicuro dalla Food and Drug Administration.

Viene utilizzato ad esempio per la pigmentazione bianca in vernici, carta e plastica o nelle creme solari per bloccare i raggi Uva. Ma può entrare nel sistema digerente attraverso dentifrici, cioccolato, zucchero a velo, maionese e soprattutto caramelle e gomme. Spesso inoltre è presente sotto forma di
nanoparticelle, particolarmente difficili da smaltire da parte dell’organismo a causa della loro microscopica misura.

Dopo le prime avvisaglie e i primi sentori che tali particelle stessero “avvelenando” la popolazione mondiale, un nutrito gruppo di ricercatori si è messo a studiare effetti e cause ed è giunto alla conclusione che le più deleterie sono, in sostanza, gomme e caramelle.

Per studiare gli effetti di un’esposizione cronica, i ricercatori della Binghamton University, nello Stato di New York, hanno creato un modello intestinale e hanno esposto questa coltura cellulare all’equivalente di un pasto contenente nanoparticelle di ossido di titanio della durata di quattro ore (esposizione acuta) e di tre pasti nell’arco di cinque giorni (esposizione cronica).

Si così arrivati alla conclusione che una caramella ogni tanto non fa male ma mangiarle assiduamente tutti i giorni, così come i chewing gum, sì. È stato infatti evidenziato nel corso dello studio che l’esposizione acuta non ha particolare effetto, ma quella cronica diminuisce l’assorbimento sulla superficie delle cellule intestinali chiamati microvilli, indebolisce la barriera intestinale, rallenta il metabolismo e limita l’assorbimento di alcuni importanti nutrienti, come ferro, zinco e acidi grassi.

Gli enzimi, infine, sono risultati compromessi e i segnali di infiammazione aumentati. Non è più soltanto una diceria, insomma, che gomme e caramelle fanno male e, soprattutto, contrariamente a quanto ci è stato insegnato da bambini, la verità è che non fanno male soltanto ai denti ma anche all’intestino e, soprattutto per chi è perennemente a dieta, rallentano il metabolismo.

https://www.vasonline.it/salute/caramelle-e-gomme-la-spiegazione-scientifica-del-perche-fanno-male.html
 


 
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