Perdi peso mangiando i cibi giusti


Perché continuiamo ad aumentare di peso o non riusciamo più, come una volta, a liberarci di quei chili di troppo? Capita persino dopo aver mangiato pesce, fagiolini o salsa di pomodoro fresco. Se succede, allora c'è un






The Plan: perdi peso mangiando i cibi giustiproblema che il corpo sta cercando di comunicarci con alcuni segnali tipo spossatezza, scarsa reazione allo stress o problemi digestivi. Il corpo ci sta dicendo di smettere di mangiare un certo alimento perché non è adatto a noi. Ma come poter capire a quale si riferisce? Come interpretare i se­gnali? Lo abbiamo chiesto a Lyn-Genet Recitas, nutrizionista naturopatica presso il Clayton College of Natural Health e autrice di "The Plan. L'anti-dieta per perdere peso mangiando i cibi giusti per te" (Urra, 352 pagine, 18 Euro), entrato nei primi posti della classifica dei bestseller del "New York Times" e appena uscito anche in Italia.

Il killer silenzioso. Il misterioso colpevole dietro a tutto ciò è l'infiammazione. Numerosi studi hanno collegato infiammazioni croniche di grado moderato a cancro, diabete, disturbi cardiaci, sindrome del colon irritabile, morbo di Chron, Alzheimer, Parkinson, sindrome ovarica policistica, infertilità, invecchiamento precoce e obesità. "Nella sua funzione primaria, l'infiammazione è una buona cosa. È la risposta immunologica dell'organismo a una feria o a una malattia, che ci permette di combattere l'infezione" spiega l'autrice. I problemi cominciano quando l'infiammazione non si risolve, ma diventa cronica all'interno del nostro sistema. "Quando l'organismo è saturo di sostanze chimiche infiammatorie si riattivano patologie latenti, si invecchia precocemente e si acquista peso". Gli alimenti che si scelgono possono accelerare o invertire il processo infiammatorio. "Tutti abbiamo determinati cibi che ci provocano reazioni infiammatorie. Di per sé si potrebbero considerare sani, ma se si combinano con la particolare chimica del nostro corpo, possono diventare perfino tossici". Se mangiamo uno di questi alimenti, quell'eccezionale macchina che è il nostro corpo avverte che nel sistema è stato introdotto qualcosa di nocivo. Entra quindi in massimo allarme e inonda i tessuti di acqua, nel tentativo di tenere la sostanza tossica lontana dal cervello e da altri tessuti vitali; così provoca gonfiori, eruzioni cutanee, pruriti e danni ai tessuti. Il trucco è individuare i singoli alimenti reattivi che provocano la risposta infiammatoria. Identificarli ed eliminarli è la risposta per perdere peso, migliorare il proprio aspetto e sentirsi in forma.

Cibi "nemici". Salmone, avena, yogurt greco: abbiamo sempre pensato che questi cibi salutari ci stiano aiutando a perdere peso. Ma potrebbe non essere così. Sorprendentemente non sono i carboidrati, le calorie, i grassi o la "taglia" delle porzioni che causano l'aumento di peso. Molti cibi tipicamente considerati "sani" o dietetici, quando combinati con la chimica unica di un individuo, possono causare una reazione tossica che innesca l'aumento di peso, l'invecchiamento precoce, infiammazioni e una serie di disturbi. "Ogni volta che ingerite qualcosa che non va bene per la specifica chimica del vostro organismo" spiega la Recitas "si scatena una reazio­ne istaminica; a questa si deve l'aumento di peso, automatico, che potete rilevare il giorno dopo sulla bilancia". Ma l'istamina provoca solo un aumento di peso in termini di liquidi; come si trasforma, poi, in un aumento di peso? "Semplice: la reazione istaminica induce un aumento di cortisolo in circolo, il quale, a sua volta, provoca un accumulo di grasso a lungo termine. Il picco di colesterolo altera l'equilibrio ormonale, con influenze negative sui lieviti e sul tratto digestivo in generale. Ricordate che il 70 percento del sistema immunitario è nell'intestino. Per­tanto, ogni volta che ingerite un cibo reattivo, scatenate tutti questi meccanismi che vanno dall'aumento di peso al disequili­brio ormonale e, infine, all'alterazione del sistema immunitario". The Plan punta in venti giorni a farci individuare gli alimenti che funzionano e quelli che non funzionano per il nostro organismo, e di conseguenza ciò che ci fa ingrassare o perdere peso. "Una volta completate le varie fasi, riscontrerete in media un calo fino all'8 percento del vostro peso corporeo e un netto mi­glioramento della qualità del sonno, del livello di energie, del­la funzione digerente e del benessere generale" assicura l'esperta.  Tutto questo accade quando eliminiamo gli alimenti reattivi responsabili dell'infiammazione e permettiamo al corpo di fare ciò che desidera più di ogni altra cosa, ossia riparare, rigenerare e riequilibrare.

<! -- banner uno --> Fase uno: la depurazione dei 3 giorni.
È la prima fase del piano alimentare e serve a lenire lo stato infiammato­rio dell'organismo, così da riportarlo a una condizione di base purificata e neutra. Permette all'intero sistema di godersi una pausa, in­terrompendo il faticoso lavoro di elaborazione e digestione di cibi reattivi o trattati. Nella fase di depurazione il caffè va eliminato per dare al fega­to la possibilità di disintossicarsi completamente. A partire dal primo giorno sono tre le azioni che entreranno nella vostra routine quotidiana: pesarsi,  bere mezzo litro di acqua fresca con una spruzzata di succo di limone e assumere un in­tegratore per il fegato e/o bere una tazza di tisana di tarassaco. "Questo sostegno per il fegato è cruciale, soprattutto nel periodo della depurazione, quando il corpo è impegnato nella trasforma­zione e nell'eliminazione delle tossine accumulate al suo interno" dice la nutrizionista. A colazione, si mangia una tazza di Flax granola (vedi ricetta sotto) con ½ tazza di mirtilli e latte di cocco (vedi ricetta) o di riso. "I semi di lino sono ricchi di omega-3 e calcio e costituiscono anche un'ottima fonte proteica: in una tazza sono concentrati ben 40 grammi di proteine, componente importante della colazione per garantire senso di sazietà, energie e favorire i processi di riparazione". A pranzo, zuppa di carote allo zenzero (vedi ricetta) con semi di chia o di girasole; broccoli saltati o cotti a vapore conditi con Olio all'arancia e succo di limone e un'insalata di lattughe miste con ½ pera di grandezza media e una manciata di semi di zucca. Come spuntino, può andar bene una mela di grandezza media. A cena, cavolo nero saltato con verdure e insalata di barbabietole e carote con semi di zucca. Il secondo giorno di depurazione ripete lo stesso menù introducendo il riso integrale, ricco di fibre e con un basso livello di reattività; mentre nel terzo giorno si introducono i ceci che sono un'ottima fonte proteica e permettono di cominciare a testare la famiglia dei legumi.

Fase due: i test.
Terminata la depurazione, inizia la fase due, ossia quella dei test. Si torna alle abitudini consuete: si possono gu­stare di nuovo caffè, formaggio, cioccolato, vino e tanto altro per verificarne la reattività. "Con la depurazione si ripulisce l'organismo dalle tossine, si riduce lo stato infiammatorio e si prepara il cor­po al meglio per i test di reattività ai vari cibi" spiega l'autrice.  Perciò, il quarto giorno a pranzo si può mangiare anche il formaggio, a cena il pollo con le mandorle e come dolce del cioccolato fondente.  Il quinto giorno si introduce la segale. "È il primo cereale testato perché nella struttura è molto simile al grano, ma contiene un prebiotico, che favorisce i processi digestivi" spiega la Recitas. La cosa più semplice è mangiare i cracker 100% segale, che contengono molto meno sodio e lieviti del pane, e in più sono piacevolmente croccanti. Quello della segale è un test fondamentale, perché ci fornisce informazioni anche su come il nostro corpo reagirà al grano. "La segale è un cereale "apriporta". Se passate bene il test, non avrete la garanzia assoluta di tollerare bene anche grano e altri cereali, ma la probabilità sarà sicuramente più alta". Il sesto giorno prevede il primo test proteico. Si può scegliere di inserire del pesce bianco non di allevamento (perché i pesci allevati possono contenere so­stanze tossiche), una bistecca di manzo, agnello oppure uova e fagioli. A questo punto, c'è una pausa. "Da questo momento in poi, dato che i livelli di reattività dei vari cibi potrebbero aumentare, a giorni alterni rispetteremo un giorno di riposo per permettere all'organismo di riassestarsi". In seguito, si testa il pane poi si alterna con un giorno di riposo e poi si introduce una nuova fonte proteica, e così via fino ad arrivare al ventesimo giorno testando di volta in volta i vari altri alimenti dal latte, al pollo e alle numerose verdure.

Fase tre: sperimentare.
Arrivati a questo punto, siamo pronti per testare da soli nuovi cibi. "Il modo più diretto per perdere peso è seguire le semplici regole base dei menu quotidiani e individuare una quarantina o cin­quantina di alimenti ben tollerati dal vostro organismo" dice l'autrice di The Plan. La tentazione in cui è facile cadere è quella di non andare oltre e consumare solo i "cibi amici" già testati nei venti giorni. "Ma se vi fermate ora, il vostro corpo si adatterà, e anche voi vi adagerete. Inoltre, non continuando a ruotare e ad aggiungere alimenti nuovi, potreste sviluppare ipersensibili­tà nei confronti di alcuni cibi". L'ideale è testare un nuovo alimen­to ogni quattro o cinque giorni. In questo modo, se risulterà reattivo, avrete a disposizione sufficienti giorni di riposo per ritornare al peso precedente e continuare a calare gradual­mente fino a raggiungere il peso desiderato. "Nel programmare il menu di una giornata di test, scegliete solo ingredienti già utilizzati in precedenza e aggiungetene solo uno nuovo. Accompagna­telo con cibi amici, in modo da identificare immediatamente la reattività, nel caso si manifesti".


RICETTA  Flax granola

Ingredienti:
1 1 tazza di semi di lino integrali.
2 ½ tazza di acqua.
3 Cannella, noce moscata, chiodi di garofano (a piacere).
0 Uvetta, mandorle, noci, mirtilli rossi essiccati e altra   frutta secca a piacere.
4 Estratto di vaniglia, facoltativo.

Mescolate i semi di lino con l'acqua aromatizzata alla cannella (e alle eventuali altre spezie); lasciate una notte in frigorifero. Distribuiteli in un sottile strato su una teglia da forno e cuoceteli a 130° C per 50-60 minuti, rigirandoli diverse volte perché si essicchino bene. Dieci minuti prima del termine della cottura potete aggiungere, se lo desiderate, uvetta, noci e altra frutta secca a scelta. Equivale a 2-3 porzioni.


RICETTA Latte di cocco

Ingredienti:

1 litro di acqua molto calda, ma non bollente.
• 200 g di cocco grattugiato (fresco o essiccato)
• Un cucchiaio di miele
• Un pizzico di vaniglia

Frullare gli ingredienti nel mixer fino a ottenere un liquido molto denso. Far passare il liquido così ottenuto attraverso un colino a maglie molto fitte o attraverso un panno di cotone. Questo latte si conserva in frigorifero per 2-3 giorni. Con il cocco grattugiato fresco, le operazioni da svolgere sono pressoché identiche.


RICETTA Cavolo nero saltato con verdure

Ingredienti:
1 5-6 tazze di cavolo nero, a pezzetti
2 4 funghi shiitake, a pezzetti
3 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
4 erbe aromatiche a vostra scelta

Saltate in padella in olio di oliva il cavolo nero e i funghi shiitake assieme alle erbe aromatiche. Lasciate raffreddare, quindi completate con una guarnizione a piacere (semi di zucca, formaggio, avocado, mandorle a scaglie e così via), oppure aggiungete altre verdure da testare.
Equivale a 2 porzioni.


RICETTA Insalata di cavolo nero, ceci e formaggio di capra

Ingredienti:

1 1 cavolo nero.
2 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
3 ½ tazza di ceci a basso contenuto di sodio.
4 ½ mela, a pezzetti.
5 60 g formaggio di latte capra o di pecora.
6 Vinaigrette di agave e lime (pagina 212).

Saltate in padella in olio extra vergine di oliva il cavolo nero per 1-2 minuti. Aggiungete i ceci. Completate il tutto aggiungendo la mela, il formaggio e la Vinaigrette di agave al lime. Una volta testata la senape, se preferite potete sostituire la Vinaigrette di agave con quella alla senape (pagina 213).
Corrisponde a 2-3 porzioni.



Tabella della reattività potenziale degli alimenti

Reattivi al 90%
1 Pesce di allevamento
2 Salumi
3 La maggior parte del sushi
4 Hot dog
5 Bagel
6 Mais
7 Pizza a pasta alta

Reattivi all'85%
1 Gamberetti
2 Tacchino
3 Salsa di pomodoro
4 Melanzane
5 Farina di avena
6 Yogurt greco   Fagioli neri
7 Fagioli cannellini
8 Cavolfiore
9 Cavolo (cappuccio, rosso, verza)
10 Uova sode
11 Spinaci non biologici
12 Ricotta
13 Pompelmo (interferisce con la funzione epatica e i farmaci)
14 Salmone
15 Asparagi
16 Bagel (di farina con più glutine)

 Fonte:   DRepubblica.it

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