In Australia la prima centrale che produce energia dalle onde

Un progetto unico al mondo, entrato in funzione dopo 10 anni di lavoro. Ecco come funziona e come sfrutta le onde per produrre energia rinnovabile.
È entrato ufficialmente in funzione lo scorso 18 febbraio, alla presenza del ministro per la scienza e l’industria Hon Ian Macfarlane, il Perth Wave Energy Project, la prima centrale al mondo che produce energia elettrica dal moto ondoso e connessa direttamente alla rete. L’energia elettrica prodotta alimenterà la base navale Hmas Stirling e sarà acquistata interamente dal Dipartimento della Difesa.
Realizzato e prodotto dalla Carnegie, azienda ideatrice della tecnologia (Ceto) in grado di produrre energia dalle onde, è costato circa 70 milioni di euro in 10 anni ed è stato finanziato in parte dall’Agenzia australiana per l’energia rinnovabile (Arena), in parte dal Governo australiano e dal investitori privati.
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Il Ceto è il primo sistema al mondo (anche in Italia la ricerca è attiva) ad essere interamente sommerso e invisibile dalla riva. Le boe, completamente sotto il pelo dell’acqua, sfruttano l’energia delle onde per alimentare delle pompe fissate al fondale. Le pompe pressurizzano l’acqua che viene utilizzata per azionare delle turbine idroelettriche a terra, che generano a loro volta energia elettrica, rinnovabile e a zero emissioni. L’acqua ad alta pressione pompata dal sistema verrà inoltre utilizzata per alimentare una centrale a osmosi inversa per desalinizzare l’acqua marina.
“Questa è la prima serie di generatori di energia da moto ondoso ad esser collegati alla rete, in Australia e nel resto del mondo”, ha dichiarato Ivor Frischknecht, presidente dell’Arena. “Nella prima fase dei test Ceto ha prodotto 240 kW di picco, operando per più di 2000 ore consecutivamente”. Il sistema, secondo quanto riferisce Michael Ottaviano, presidente di Carnegie, è in grado di produrre sufficiente energia per alimentare circa 2.000 famiglie.
L’azienda è già al lavoro per migliorare il sistema ed arrivare ad avere una tecnologia più efficiente, dai costi di manutenzione inferiori e in grado di produrre 1 megawatt di potenza. Questo però sarà il prossimo passo.
FONTE      www.lifegate.it
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